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Home » Attualità » Legge di bilancio 2026: Impatti fiscali e strategici per le imprese manifatturiere

Legge di bilancio 2026: Impatti fiscali e strategici per le imprese manifatturiere

26 Febbraio 2026 | Approfondimenti

L’Industry Group Manufacturing dello Studio, sotto la guida dei partner Francesca Capoferri e Alberto Trainotti, presenta il quarto numero di Industria 360: spunti e novità per il settore manifatturiero, la newsletter tematica pensata per offrire aggiornamenti puntuali sulle principali novità che interessano il comparto industriale e produttivo.

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un pacchetto di misure che ha inciso in modo diretto sulla fiscalità delle imprese manifatturiere, influenzando le scelte di pianificazione finanziaria, la gestione della liquidità e le politiche di investimento. In uno scenario economico caratterizzato da volatilità dei mercati, pressione sui margini e crescente attenzione alla sostenibilità degli investimenti industriali, diventa fondamentale valutare non solo le singole novità normative, ma soprattutto i loro effetti combinati sulla strategia aziendale.

In questo primo numero del 2026 di Industria 360 analizziamo le disposizioni di maggiore interesse per il settore produttivo, con un focus su tre ambiti chiave: dividendi e plusvalenze nei gruppi societari, maggiorazione dell’ammortamento per investimenti in beni strumentali e nuova disciplina della correzione degli errori contabili.

Dividendi e PEX 2026: nuove soglie e revisione delle politiche di gruppo

Dal 1° gennaio 2026 sono entrate in vigore importanti modifiche alla disciplina fiscale dei dividendi e delle plusvalenze su partecipazioni, con impatti rilevanti per i gruppi industriali italiani ed esteri. La parziale esenzione prevista dal TUIR viene ora subordinata al rispetto di nuove soglie dimensionali: la partecipazione deve essere almeno pari al 5% del capitale sociale oppure avere un valore fiscale non inferiore a 500.000 euro.

Le stesse condizioni si applicano al regime PEX sulle plusvalenze da cessione di partecipazioni, restringendo l’ambito di applicazione dell’esenzione e imponendo una revisione delle strutture partecipative esistenti. Le nuove regole incidono anche sulla ritenuta ridotta dell’1,2% applicabile ai dividendi distribuiti a società residenti in Stati UE o SEE, che potrà essere riconosciuta solo in presenza delle soglie previste.

Per le imprese manifatturiere organizzate in gruppi articolati, queste novità rendono necessario riconsiderare le politiche di distribuzione degli utili, le operazioni di riorganizzazione societaria e le strategie di investimento in partecipazioni, con un approccio integrato tra pianificazione fiscale e governance industriale.

Maggiorazione dell’ammortamento fino al 180%: incentivo per la transizione digitale

Tra le misure di maggiore impatto operativo si segnala la nuova maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate in Italia. L’incentivo, valido per investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, consente di aumentare il valore fiscalmente riconosciuto fino al 180%, con effetti positivi sulle quote di ammortamento deducibili ai fini IRES e IRPEF.

Possono beneficiare della misura i titolari di reddito d’impresa che rispettino la normativa in materia di sicurezza sul lavoro e gli obblighi contributivi. L’agevolazione riguarda sia beni materiali sia immateriali funzionali alla digitalizzazione dei processi produttivi, nonché investimenti finalizzati all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, inclusi i sistemi di stoccaggio.

Per il settore manifatturiero, la maggiorazione dell’ammortamento rappresenta una leva strategica per sostenere piani di innovazione tecnologica, rafforzare l’efficienza energetica e migliorare la competitività industriale. La corretta valutazione del cumulo con altre agevolazioni e l’analisi dell’impatto finanziario pluriennale diventano elementi centrali nella pianificazione degli investimenti.

Correzione degli errori contabili: semplificazioni e allineamento fiscale

Un ulteriore intervento di rilievo riguarda la disciplina della correzione degli errori contabili, oggetto di modifica con il Decreto Correttivo Irpef-Ires (Dlgs 192/2025). La nuova normativa riconosce piena rilevanza fiscale alle rettifiche effettuate in applicazione dell’OIC 29, a condizione che siano rispettati specifici requisiti soggettivi, oggettivi e temporali.

La procedura semplificata consente, in presenza di errori non rilevanti e di bilanci sottoposti a revisione legale, di evitare la presentazione di dichiarazioni integrative, riducendo oneri amministrativi e rischi di disallineamento tra valori civilistici e fiscali. Le nuove disposizioni si applicano ai bilanci relativi agli esercizi aventi inizio dal 1° gennaio 2025 e trovano estensione anche ai fini IRAP, nel rispetto delle condizioni previste.

Per le imprese manifatturiere, spesso caratterizzate da complessità contabili legate a magazzino, cespiti e commesse pluriennali, la riforma rappresenta un passo importante verso maggiore certezza del diritto e semplificazione gestionale.

Una visione integrata tra fiscalità e strategia industriale

Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 richiedono un approccio integrato che colleghi pianificazione fiscale, scelte di investimento e assetto societario. Dividendi, ammortamenti e correzione degli errori contabili non sono temi isolati, ma tasselli di una strategia complessiva volta a rafforzare la solidità finanziaria e la competitività delle imprese manifatturiere.

Con questo numero di Industria 360 offriamo un’analisi tecnica e operativa delle principali misure, con l’obiettivo di supportare le aziende del comparto industriale nell’interpretazione delle nuove regole e nella definizione di scelte consapevoli per il 2026 e gli anni successivi.

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