M&A e Private Equity in Europa: analisi e prospettive nel secondo trimestre 2025
I dati raccolti dai professionisti europei di Andersen che si occupano di M&A evidenziano una frenata atipica rispetto ai risultati del primo trimestre 2025. In questi ultimi tre mesi, infatti, il mercato europeo delle fusioni e acquisizioni (M&A) e del private equity ha mostrato segnali contrastanti, con un incremento del valore delle operazioni ma una significativa contrazione del numero di transazioni. A frenare l’attività sono stati ancora una volta l’elevato costo del capitale, le difficoltà di accesso al credito, l’instabilità geopolitica e una crescente complessità normativa.
In questo approfondimento Paolo Trevisanato e gli altri coordinatori europei analizzano il mercato nel dettaglio evidenziandone i punti di forza e le criticità.
M&A in Europa: meno operazioni, ma più strategiche
Volume e valore delle operazioni
Il valore complessivo delle operazioni M&A in Europa nel Q2 2025 ha raggiunto i 168 miliardi di euro, distribuiti su 3.838 transazioni. Nonostante il leggero aumento rispetto al primo trimestre, il numero di deal continua a calare, segno di un mercato più cauto. Gli investitori preferiscono operazioni mirate, con target ad alto valore strategico.
I paesi protagonisti
Il Regno Unito si conferma leader per valore e numero di transazioni (40,2 miliardi su 777 operazioni), seguito da Italia (22,1 miliardi) e Francia (19,2 miliardi). L’Italia ha superato la Francia in termini di valore nonostante un minor numero di deal, a conferma di un approccio più selettivo e orientato verso operazioni di maggiori dimensioni.
Tra i mercati emergenti si distinguono Romania, Irlanda e Polonia, che stanno attirando crescente interesse grazie alla loro posizione strategica, ai settori trainanti come infrastrutture ed energia e alla competitività dei costi.
Settori più attivi
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Servizi finanziari: primo settore per valore, con 45 miliardi di euro in operazioni, soprattutto nei segmenti bancari e assicurativi.
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Tecnologia: leader per numero di operazioni (715), spinta da investimenti in infrastrutture digitali, software e automazione.
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Industria e manifattura: oltre 650 operazioni per un valore di 26,8 miliardi.
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Sanità e life sciences: settore resiliente, con 11,3 miliardi e 250 operazioni.
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Energia e real estate: attraggono capitali su asset legati alla transizione energetica e agli asset infrastrutturali strategici.
Private Equity: selettività e attenzione al valore
Q2 2025: numeri e tendenze
Il mercato europeo del private equity ha chiuso il secondo trimestre con 19,1 miliardi di euro di investimenti distribuiti su 1.029 operazioni, in calo rispetto ai 30,8 miliardi del primo trimestre. Le operazioni si concentrano su asset di alta qualità, in settori scalabili e resilienti come tecnologia, healthcare e infrastrutture.
Il Regno Unito guida le operazioni
Il Regno Unito guida anche questo segmento (7,36 miliardi, 318 operazioni), seguito da Germania, Italia e Francia. Spicca l’Irlanda, con solo 14 operazioni ma un valore aggregato superiore a 1,4 miliardi di euro, segno della presenza di grandi investimenti strategici.
I settori target del Private Equity
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Tecnologia: 4,62 miliardi su 480 operazioni, trainata da modelli digital-first e piattaforme SaaS.
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Healthcare: 2,72 miliardi e 141 operazioni, soprattutto in ambito healthtech e servizi alla persona.
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Consumer cyclicals: 2,93 miliardi su appena 82 operazioni, che indicano deal di alta taglia nel retail e automotive.
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Energia, utilities e real estate: valori elevati nonostante un volume limitato, segnale di un interesse concentrato su asset ad alta intensità di capitale.
Fattori critici: tra inflazione, tassi elevati e geopolitica
Rallentamento delle operazioni cross-border
La crescente instabilità internazionale – dal conflitto in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente – sta frenando l’attività M&A transfrontaliera. In aggiunta, l’annuncio a luglio 2025 da parte del presidente Trump di nuovi dazi del 30% sulle importazioni industriali europee ha aggravato l’incertezza per i deal cross-border, colpendo in particolare settori come macchinari, semiconduttori ed EV.
Finanza e regolamentazione
L’accesso al credito rimane difficile per molte imprese, specie nel mid-market. Tuttavia, il private credit continua a svolgere un ruolo cruciale come alternativa alla finanza bancaria tradizionale.
In parallelo, normative come il Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e il Regolamento AI europeo stanno elevando gli standard per la due diligence e la compliance, impattando i tempi e la complessità delle operazioni.
Opportunità per gli investitori
Qualità, tecnologia e transizione
Nonostante il contesto prudente, il mercato non è fermo. Gli investitori continuano a cercare asset solidi, con potenziale di crescita e forte allineamento strategico. Le principali direttrici di investimento includono:
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Piattaforme AI-driven e software verticali
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Infrastrutture digitali
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Energia rinnovabile e resilienza di rete
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Logistica e manifattura locale per rafforzare le catene di fornitura
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Healthcare e biotech, grazie alla loro natura anticiclica
Le prospettive per il secondo semestre 2025
Previsioni e tendenze emergenti
Le previsioni per la seconda metà dell’anno indicano un rimbalzo graduale, ma ancora frammentato e selettivo. L’attenzione si concentrerà su:
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Settori resilienti come AI, energia, sanità e infrastrutture
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Deal più grandi e strategici, ma meno frequenti
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Maggiore utilizzo di private credit per operazioni mid-cap
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Focus su mercati emergenti europei, in particolare Europa centrale e orientale
I driver futuri
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Eventuali tagli dei tassi da parte della BCE
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Evoluzione dei conflitti geopolitici
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Adeguamento del mercato ai nuovi standard normativi ESG e digitali
Disciplina e selettività sono le nuove parole chiave
Il Q2 2025 ha confermato che il mercato M&A e PE in Europa è vivo ma in fase di riassetto strategico. Gli investitori mantengono un approccio disciplinato, con operazioni meno numerose ma ad alta convinzione, in settori ad elevato valore aggiunto. Per i professionisti legali, fiscali e finanziari, questo contesto rappresenta un’opportunità per fornire consulenza mirata su strutture complesse, due diligence avanzata e strategie di posizionamento competitivo.
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