USA: nuovi dazi al 30% per l’UE
Il presidente delgli Stati Uniti Donald Trump ha ufficializzato, con una lettera trasmessa il 12 luglio scorso alla presidente della Commissione Europea, l’imposizione di nuovi dazi del 30% su tutte le importazioni provenienti dall’Unione Europea a partire dal 1° agosto, superando così la precedente minaccia del 20%.
I nuovi dazi USA passano dal 10 al 30%
Si tratta di tariffe orizzontali destinate a sostituire quelle del 10% già in vigore su numerosi beni, mentre restano invariati i balzelli del 50% su acciaio e alluminio e del 25% sulle auto. L’obiettivo degli Stati Uniti è spingere la UE a concessioni commerciali, in particolare per ottenere un accesso pieno e privo di dazi al mercato europeo.
Sul piano macroeconomico, il protezionismo americano rischia di tradursi in minore crescita e maggiore inflazione, interrompendo le catene globali del valore e penalizzando in modo particolare l’export europeo, pilastro della competitività industriale sia dell’Unione Europea sia dell’Italia.
I settori maggiormente colpiti in Italia
I settori italiani più esposti sono quelli dell’agroalimentare, della meccanica industriale, l’automotive e l’industria farmaceutica.
La UE, pur mantenendo una posizione critica verso Washington, ha deciso di lasciare aperto il negoziato fino all’ultimo giorno utile: le prossime tre settimane saranno dunque cruciali per cercare un accordo, scongiurando l’entrata in vigore dei dazi e le eventuali contromisure europee, il cui valore complessivo è stimato in circa 21 miliardi di euro.
Analisi della supply chain e strategie alternative
In questa ulteriore fase di incertezza, il team multidisciplinare specializzato di Andersen è a disposizione, sia sul versante europeo sia su quello statunitense, per assistere i nostri clienti nell’analisi tecnica dell’impatto delle nuove misure e nella definizione di strategie alternative. Offriamo supporto nell’analisi della corretta classificazione doganale dei prodotti, nella verifica dell’accesso a regimi doganali speciali — come depositi doganali, perfezionamenti attivi e passivi o programmi di esenzione specifici sia negli Stati Uniti sia nell’Unione Europea — e nello studio approfondito delle catene di fornitura, individuando eventuali criticità e valutando soluzioni di ottimizzazione logistica, sourcing alternativo o ristrutturazione dei flussi commerciali. L’obiettivo resta quello di garantire continuità alle attività dei nostri clienti e preservare la competitività delle operazioni transatlantiche.
